INTRODUZIONE
Un tema a mio avviso ancora troppo sottovalutato è quello della recovery verification: va bene avere il backup dei nostri dati, ma siamo sicuri che quel backup sia valido e funzionante quando dovremo utilizzarlo?
Se non viene effettuato nessun test, potremmo andare incontro a potenziali problemi latenti di corruzione del dato di backup e all’impossibilità di utilizzarlo in caso di necessità.
Molte aziende, per motivi di compliance sono tenute ad effettuare dei test di restore periodicamente.
Tante altre, però, non hanno sempre la stessa attenzione.
Mentre prima dell’avvento dei ransomware la regola era “avere un backup, possibilmente in uno storage diverso da quello di produzione”, al giorno d’oggi una solida strategia di data protection non può prescindere dalle best practices indicate nella Golden Rule 3-2-1-1-0:

Come possiamo vedere, la recoverability del backup è d’obbligo, ed è nostro dovere implementarla!
In questo post scopriremo che configurare i test di verifica utilizzando Veeam Backup & Replication è semplice e veloce, quindi perchè non farlo?
SURE BACKUP
La funzionalità Veeam SureBackup consente di impostare un task, schedulato o manuale, per la verifica della effettiva restorabilità dei nostri dati di backup.
Il job di SureBackup può essere impostato in due diverse modalità:
- Full recoverability testing: consente di ripristinare dal backup le VM e di riaccenderle in un ambiente isolato, in modo da poter testare la piena funzionalità delle applicazioni
- Backup verification and content scan only: consente di effettuare una integrity check dei file di backup, oltre ad una analisi del contenuto per verificare la presenza di malware o di dati sensibili
Full recoverability testing
Questa modalità si basa essenzialmente su due funzionalità di Veeam: l’instant recovery e il virtual lab.
Grazie alla prima funzionalità, le VM possono essere riaccese nel nostro hypervisor mantenendo i virtual disk e i file di configurazione direttamente nel repository di backup, senza la necessità di doverli preventivamente copiare sullo storage di produzione.

La seconda funzionalità, invece, è quella che si occupa di creare on demand un ambiente virtuale isolato, automatizzando la configurazione nel nostro hypervisor di virtual switch e virtual network dedicati ai test di restore. Ci occuperemo della corretta configurazione del virtual lab in un post successivo.

Un concetto fondamentale in questa modalità è quello degli application group, ovvero un oggetto contenente una o più VM con dipendenze tra loro, in modo da poter testare il ripristino di uno stack applicativo completo (es: database server/application server, domain controller primario/domain contoller secondario, ecc..).
Il nostro Sure Backup job sarà quindi composto da:
- 1 application group
- 1 virtual lab.
Un’altra funzionalità importante è sicuramente la customizzazione dei test di verifica: Veeam, infatti, consente di selezionare all’interno dello Sure Backup job diversi tipi di controlli automatici sulle VM, da quelli standard come l’hearthbeat, il ping e su applicazioni/porte predefinite (DNS, Domain Controller, SQL Server, ecc..), fino alla possibilità di lanciare script custom per verificare applicazioni specifiche.


Prerequisiti: Licenza VUL valida, o a socket almeno Enterprise (con la licenza di tipo Standard saranno possibili solo i test manuali).
Nota: è possibile effettuare una recovery verification anche su repliche di VM, utilizzando i job di SureReplica, che si basa sempre i concetti di virtual lab e application group.
Backup verification and content scan only
Scegliendo questa modalità, il virtual lab e l’application group non sono più necessari, in quanto l’obiettivo è solamente quello di verificare la consistenza del dato e di controllare l’eventuale presenza di malware o di dati sensibili di cui si vuole tenere traccia.
Veeam verifica le VM in maniera sequenziale, andando ad utilizzare il motore nativo Veeam Threat Hunter o l’antivirus presente nel mount server per scongiurare la presenza di malware.
In maniera opzionale, è possibile scegliere di utilizzare anche YARA rule totalmente customizzabili per identificare tracce di possibili attività malevole sulle VM oggetto dei controlli o semplicemente di dati sensibili presenti nel server.

CONCLUSIONE
Come abbiamo appena visto, lo SureBackup job ci consente di testare la corretta recovery dei nostri dati di backup in maniera semplice e automatizzata.
Forza, corriamo a tutti configurare questa fantastica funzionalità! 💚